Passaggio in England

Se c’è qualcosa che ci vuole un certo impegno a organizzare a Londra è una vacanza rilassante. Tanti sono gli stimoli e le occasioni per scapicollarsi di qua e di là, quale che sia la fascia turistica di appartenenza, che più facilmente si sarà travolti da un flusso senza respiro che ci depositerà alla fine stremati, e si spera soddisfatti, sull’aereo del ritorno. Nella frenesia dei suoi ritmi e nella bulimica offerta di occasioni a vario titolo interessanti, la capitale britannica si difende apparentemente bene dalla crisi che in altre parti d’Europa ha colpito duro. Se la movida madrilena è solo un ricordo, quella londinese resiste con le unghie e con i denti. Sicuramente ci sono città con un’atmosfera più coerente, perché questa megalopoli di oltre otto milioni di abitanti è un mix impossibile da sintetizzare. C’è un po’ di New York nello skyline ridisegnato dai nuovissimi grattacieli ultramoderni. L’ultimo per ora è lo Shard, la “scheggia”, firmato dall’architetto italiano Renzo Piano e inaugurato a luglio: con i suoi 310 metri di altezza è il grattacielo più alto d’Europa, 95 piani di extralusso e, secondo il Guardian, “metafora perfetta della Londra di oggi sempre meno ugualitaria”. E c’è pure un bel po’ di Disneyland sul Tamigi, simboleggiato egregiamente dalla ruota panoramica del London Eye che macina fiumane di turisti con un effetto Luna Park che contagia gli storici monumenti circostanti. Le grandi arterie dello shopping di massa arricchiscono l’atmosfera da paese dei balocchi, su cui troneggia sua maestà la regina favolosa nel giubileo di diamante, fonte inesauribile di paccottiglia kitsch esposta nelle vetrine dei negozi di souvenir, Gli appassionati di camp estremo hanno il loro da fare, ma del resto la monarchia britannica, i suoi simboli e le sue vicende sono di per sé un valido motivo di interesse per molti turisti gay.
Di motivi ce ne sono comunque anche parecchi altri, nel febbrile melting pot londinese dove si incrociano le culture e le creatività di tutto il mondo. Partendo dal più basic, c’è una comunità glbt vasta, articolata e accogliente. Se a Londra emigrano ancora oggi molti giovani omosessuali stranieri, italiani inclusi, c’è un perché. Qui infatti, oltre ai diritti legali e a una sempre più avanzata integrazione sociale delle persone glbt, ci sono infinite possibilità di aggregazione e intrattenimento. C’è la versione gay di praticamente qualunque forma di associazionismo politico, culturale, religioso, sportivo ecc. E c’è soprattutto una smisurata offerta di luoghi di incontro e di opportunità (sessuali e non). Che desideriate un fidanzato o un’avventura, un folle week end da un party all’altro o un posto in una banda gay, qui lo potere trovare.
La visita della Londra gay non può che cominciare dal suo centro nevralgico: lo storico quartiere di Soho, che brulica letteralmente, in un piccolo reticolo di viuzze intorno a Old Compton Street, di bar, negozi, disco, sex club e quant’altro. Non c’è lembo dell’arcobaleno glbt che non abbia una corrispondenza o una rappresentanza, e questo nelle sere di punta rende difficoltoso persino muoversi nelle affollate strade della zona. I locali sono talmente tanti e vari che prima di avventurarsi sul terreno è consigliabile per chi ha idee precise informarsi debitamente attraverso uno dei numerosi siti internet che forniscono dettagli sulla gay life londinese (come www.visitlondon.com o www.gaylondon.co.uk). La socialità più animata va in scena nei bar con accesso su strada, ma Soho è anche piena di sorprese meno facilmente visibili, più e meno esclusive. Si passa dal chiasso del pub, dove nel pigia pigia non è diffiicile fare conoscenza, alla musica soffusa del lounge bar di tendenza dove sono tutti belli e impossibili, all’allegria pungente del cabaret in drag agli stimoli ultrasensoriali dei party a notte fonda. Per chi poi vuole sesso senza tante storie, non mancano i luoghi deputati. Ma, udite udite, a queste latitudini si rimorchia anche fuori dalle dark room. Per i maniaci dello shopping Soho è inoltre una base perfetta, perché trovano in loco vari negozi di gay lifestyle propriamente detti e a un tiro di schioppo sia le grande arterie commerciali popolari che le boutique eleganti. Ma è un quartier generale ottimo anche per i melomani e i patiti del musical (di cui Londra è la capitale europea) per la vicinanza con la Royal Opera House e con i teatri del West end.
Cambiando area e stile si arriva al secondo pilastro della Londra gay: la zona di Vauxhall, fiorita come scena alternativa al mainstream di Soho dalla fine degli anni Novanta. Qui hanno aperto saune e sex club ma il posto soprattutto si è conquistato la fama di tempio del divertimento sfrenato delle notti di danza e connessi eccessi chimici e sessuali. Da queste parti è sempre tecnicamente possibile combinare un programma per il fine settimana che comincia il venerdì sera e termina il lunedì mattina virtualmente senza smettere di (s)ballare. Vauxhall è dunque la sede dei party più in voga e vista da qui la cultura del clubbing di cui si è da tempo constatata la crisi sembra ancora viva e vegeta. Ma forse sono gli ultimi fasti, mentre la presenza gay nella zona si è diversificata con varie attività commerciali meno trasgressive. Tra le ultime nate c’è anche un centro benessere che offre massaggi e trattamenti di bellezza verosimilmente ottimi per riprendersi dalle nottate di bagordi.
L’avanguardia sta comunque per definizione sempre un passo avanti e quindi il viaggiatore trendy scoprirà che la nuova mecca dello chic alternativo si è spostata a East London, nelle aree un tempo periferiche e degradate di Shoreditch e Hackney, oggi trasformate in uno dei quartieri più effervescenti della città. Non ci sono più i fumi delle fabbriche che appestavano l’aria una volta, le case operaie sono state ristrutturate e tutti gli spazi disponibili si sono riempiti di atelier di giovani artisti e stilisti, negozi e caffè alla moda. Poteva mancare lo zampino dei gay in tutto questo? Naturalmente no e infatti anche qui, in un contesto totalmente gay friendly, hanno aperto anche alcuni frequentatissimi locali dedicati.
Londra si propone insomma come città sempre più aperta alla comunità glbt e punta sul turismo gay con piena convinzione anche istituzionale, a differenza di quanto accade da noi. E questo non entra ovviamente in conflitto con una vocazione turistica più “generalista”. Lo ha dimostrato anche simbolicamente il fatto che quest’anno, “a panino” tra le celebrazioni del giubileo reale e l’apertura dei giochi olimpici, la città ha ospitato il Worldpride glbt. L’evento in sé si è rivelato un po’ sottotono rispetto alle attese anche per la scelta degli organizzatori di non fare sfilare carri, ma il significato non cambia. In questa città così grande c’è spazio davvero per tutti.
Come che sia l’appetito vien mangiando e dopo il grande exploit del 2012 la capitale britannica è fermamente decisa a non arretrare di un palmo. Perciò anche nel 2013, per attrarre pubblico, macinerà a getto continuo festival ed eventi sportivi internazionali, mostre, spettacoli e anniversari. Tra questi ultimi il più pulp è certamente il 125o anniversario dei crimini di Jack Lo Squartatore, che fa ottimamente pendant con l’arrivo a dicembre 2012 sui palcoscenici londinesi di Viva Forever, il musical antologico delle Spice Girls magicamente ricucite dopo una quinquennale separazione. Chi ha già fatto le valigie?

Si ringrazia il sito www.visitbritain.com per la collaborazione